Osteopatia
“L’osteopatia è una medicina manuale, un metodo terapeutico ideato da Andrew Taylor Still negli Stati Uniti alla fine dell'800 e basato sul principio che il corpo è un’unità funzionale capace di fabbricare dei rimedi propri contro le malattie, quando le sue relazioni strutturali sono normali, la sua nutrizione è buona ed è inserito in un buon ambiente”. (Dizionario Medico Dorland – 1957)
L’Osteopatia, o Medicina Osteopatica, si serve di mezzi manuali di diagnosi per evidenziare le disfunzioni o l’assenza di movimento a diversi livelli nelle varie zone del corpo, e manualmente ne ripristina la normale mobilità, promuovendo così l’Autoregolazione, l’Autodifesa, l’Autoguarigione proprie dell’organismo; è una disciplina complementare, non alternativa alla medicina ufficiale tradizionale (nelle sue varie specialità come pediatria, ortopedia, odontoiatria, gastroenterologia, ginecologia ecc) di cui ne affianca il lavoro, e con cui è in costante dialogo dal momento che si fondano entrambe sulle stesse discipline di base, Anatomia, Fisiologia, Patologia.
Il movimento (sia quello VOLONTARIO, muscolo-articolare, che quello INVOLONTARIO, organi interni e liquidi extracellulari) è una funzione essenziale per la nostra vita e per la nostra salute:
'' la vita è movimento e il movimento è vita ''.
Alla base di entrambi i tipi di movimento vi è il Sistema delle Fasce, struttura tridimensionale di membrane, una sorta di impalcatura fibrosa, che collega ossa, muscoli, visceri coordinandone l’attività. Ossa, muscoli e visceri sono infatti collegati ed interconnessi tra loro a livello anatomico meccanico (fasce), neurologico (sistema nervoso ed in particolare i centri nervosi della colonna vertebrale) e fluidico (liquidi extracellulari). Sono le restrizioni del sistema fasciale che l’osteopatia, nella sua visione globale,diagnostica e corregge fornendo all’organismo le condizioni necessarie al ripristino o mantenimento del suo equilibrio interno (Omeostasi).
Ogni trauma o disfunzione in una determinata zona od organo ha quindi effetti sia locali che a distanza, tramite le vie anatomo-fisiologiche, con la possibilità che si creino dei compensi adattativi molto spesso sfavorevoli (esempio un trauma agli arti inferiori o all'osso sacro e nel tempo comparsa di dolore secondario alla zona lombare, oppure un problema di origine gastrico che può dare segnali dolorosi alla zona dorsale, o ancora problemi ginecologici e secondari situazioni fastidiose alla zona lombare); in tali casi di frequente l'unico sintomo avvertito, o comunque il più significativo per la persona, è appunto il dolore, concepito nella visione osteopatica come spia di allarme che ci informa che qualcosa non va o non funziona troppo bene, e non solo visto come semplice impedimento da mettere a tacere con i farmaci, la cui utilità comunque non viene messa in discussione.
Indicazioni al trattamento osteopatico
L'osteopatia interviene nella prevenzione,valutazione e nel trattamento di disturbi o problemi MUSCOLO-SCHELETRICI oltre che POSTURALI e VISCERALI. Lo scopo dell'osteopatia è quello di riportare una situazione non fisiologica entro un ambito di normalità fisiologico.
Apparato muscolo-scheletrico
Dolori e/o cattivi funzionamenti con o senza irradiazioni del tipo “colpi della strega”, torcicolli, sciatiche, cervico-brachialgie; anche a carico degli arti: tunnel carpale, gomito del tennista, metatarsalgie, spalla dolorosa, spina calcaneare, distorsioni, tendiniti, pubalgie, dolori costali ed intercostali, dolori cronici o traumatici, uno su tutti il colpo di frusta.
Cranio
Cefalee, emicranie, alcuni problemi malocclusivi dell'apparato stomatognatico e disordini/problemi dolorosi a carico della ATM, articolazione temporo-mandibolare, in associazione con l'odontoiatra, alcuni problemi oculari, alcuni tipi di nevralgie del trigemino, sinusiti, disturbi del sonno, stress, stati ansiosi ecc. L’approccio craniale è massimamente efficace in età pediatrica.
Visceri
I visceri, come tutte le altre parti del nostro corpo, si muovono scendendo e risalendo sotto l’azione del diaframma; un fegato ad esempio segue anche i movimenti di flessione, estensione, torsione della colonna.
Alterazioni di questa mobilità viscerale, possono ripercuotersi sia sulla meccanica generale (e produrre dolenzie a distanza a carico dell'apparato muscolo-scheletrico come collo, schiena, spalle), sia sul funzionamento del viscere stesso, entrando in gioco in patologie quali stipsi, coliti, ernia iatale e reflusso gastro-esofageo, certe forme di cistiti ricorrenti, congestioni venose, emorroidi, acidità gastrica, turbe digestive, turbe epato-vescicolari, dolori al pelvici, disfunzioni sfera urigenitale, disturbi della donna in stato gravidico e post partum ecc.
Un esempio. Per una lombalgia, non è sufficiente calmare il dolore e l'infiammazione, è necessario, anche e soprattutto, individuarne l'origine (molto spesso multifattoriale vedi colonna vertebrale, organi addominali o pelvici ecc) e restaurare una migliore meccanica viscerale e vertebrale, affinché le crisi non si scatenino più su dei semplici piccoli "movimenti sbagliati", permettendo così l’utilizzo normale della colonna vertebrale, senza che si debba essere obbligati a fare sempre attenzione a tutti i gesti, e all'organismo di ritrovare lo stato di salute e benessere. A questo scopo, si procede con manipolazioni che sono sempre dolci, non traumatiche e non dolorose, tramite tecniche osteopatiche strutturali, cranio-sacrali e viscerali.
Indicazioni generali
Abbiamo visto che per essere in buona salute è necessaria l'integrità del nostro sistema di regolazione neurologico, del nostro sistema ormonale, circolatorio e della nostra "struttura". Le indicazioni generali saranno, dunque, i disturbi funzionali, ciò che funziona male, la DISFUNZIONE (si veda lo schema riassuntivo in fondo) ossia, come già detto, la restrizione di movimento che coinvolge più livelli organici.
Il limite dell'osteopatia si ha quando la malattia ha raggiunto uno stadio tale per cui provoca gravi lesioni anatomiche. In questo caso si è arrivati ad un punto di "non ritorno” ed il trattamento osteopatico risulta inefficace, anche se non totalmente; altra controindicazione sono le urgenze mediche in cui non si tratta più di cercare il "punto debole" che ha permesso l'instaurarsi della malattia, ma di agire urgentemente, poiché la patologia in causa non può più essere combattuta con le sole difese dell'organismo. A questo punto è necessario un "aiuto esterno" per lottare contro l'aggressore o ristabilire equilibri alterati.
Ad eccezione di questi casi estremi, l'osteopatia ci permette di ritrovare lo stato di salute, senza timore di provocare effetti secondari indesiderati.
Disfunzione
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